Industria

Made in Italy, per legge

Cosa richiede davvero l'articolo 16 della legge 166/2009 — e cosa no.

“Made in Italy” è una delle espressioni di tre parole più preziose della moda. È anche una delle più fraintese. Per un buyer che commissiona pelletteria, è utile sapere che questa espressione vive contemporaneamente in due mondi giuridici diversi.

Origine doganale vs. dicitura protetta

Il primo mondo è quello dell'origine doganale. Secondo le regole UE di origine non preferenziale, il paese di origine di un prodotto è quello in cui ha subìto “l'ultima trasformazione sostanziale ed economicamente giustificata”. Per una borsa in pelle, in genere significa il paese in cui la borsa è stata tagliata, assemblata e rifinita — non necessariamente dove la pelle è stata allevata o conciata.

Il secondo mondo è quello della dicitura protetta “100% Made in Italy”, disciplinata in Italia dall'articolo 16 della legge 166/2009 (di conversione del decreto-legge 135/2009).

Cosa dice l'articolo 16

In sintesi, l'articolo 16 riserva diciture come “100% Made in Italy”, “100% Italia”, “tutto italiano” e segni equivalenti ai prodotti il cui disegno, produzione e confezionamento avvengono interamente in Italia, utilizzando prevalentemente materiali lavorati in Italia. Ha inoltre introdotto sanzioni per le indicazioni di origine ingannevoli — il marketing fraudolento in stile “Italian sounding” viene preso sul serio.

La conclusione pratica: una semplice etichetta “Made in Italy” su una borsa assemblata in Italia è generalmente difendibile secondo le regole doganali, anche se alcuni componenti provengono da altrove. Ma le diciture più forti e assolute (“100% Made in Italy”) comportano un requisito legale più alto.

Cosa significa per il tuo brand

  • Sii preciso. Se la tua filiera è genuinamente italiana da capo a fondo, la dicitura forte è a tua disposizione. Se non lo è, usa “Made in Italy” in modo accurato invece di esagerare.
  • Conserva la documentazione. Le indicazioni di origine devono essere supportate da registri — dove la pelle è stata conciata, dove la borsa è stata tagliata e assemblata, dove è stata rifinita e confezionata.
  • Allinea il marketing alla produzione. Il rischio reputazionale e legale di una dicitura gonfiata supera quasi sempre il vantaggio di marketing.

Da FRAYDA, disegno, modellistica, taglio, assemblaggio, rifinitura dei bordi, controllo qualità e confezionamento avvengono tutti in Italia. Questo permette ai brand con cui lavoriamo di descrivere i propri prodotti con onestà — che, alla fine, è l'unico “Made in Italy” che valga davvero.

Questo articolo è un'informazione generale, non una consulenza legale. Per un prodotto e un mercato specifici, verifica l'etichettatura di origine con un professionista qualificato.

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